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| Strangolagalli: Tratto dall'episodio storico "Resistenza a Carlo VIII, Re di Francia" (1). Anno 1495 Ducato d'Avalos - d'Aquino di Monte San Giovanni, Strangolagalli e Colli.
Essi pensarono di adottare una tecnica difensiva particolare. A Sud-Est di Strangolagalli, alle falde della collina "Castellum Novum" c'è una zona in cui confluisce il ruscello Luzio e il torrente Amaseno con il fiume Liri, denominata "La Pesca", questa era l'antica pescheria di San Pietro di Canneto citata in vari documenti nel XV e XVI secolo. Essa era così importante economicamente, da creare continui litigi e cause tra gli abitanti del luogo, la famiglia d'Avalos - d'Aquino e la Certosa di Trisulti che ne rivendicava i diritti di possesso o di pesca. Gli abitanti del posto, pescatori d'acqua dolce, usavano delle reti da pesca leggere e non troppo ingombranti. Costoro chiamati alle armi ebbero una geniale idea: usare queste reti per bloccare l'impeto degli assalitori, gettandole su di loro dall'alto delle mura castellane. Durante l'assalto gridavano "ACCHIAPPAI GL'IAGL, ACCHIAPPAI GL'IAGL - ACCIDAT'GL ACCIDAT'GL - IETTA LA RET-IETT'LA LòC-NOOON, lè TTLA IÒC-IATUEN- U POZN ACCIDA A UI I AGL PATRON UOSTR...". L'uso delle reti risaliva all'epoca romana durante gli spettacoli circensi con i gladiatori.(2)
Si difesero tutti quanti così energicamente da respingere l'attacco dei
predoni Galli con gravi perdite del nemico. A nulla valse il coraggio,
la bravura, l'intelligenza e l'eroismo di questo popolo, semplice e
sprovveduto, contro le prime micidiali armi da fuoco come i cannoni
usati. Al secondo attacco, i Galli riuscirono ad aprire una breccia nel
muro di cinta del Castello. Gravi furono le perdite dei difensori e
pochi superstiti riuscirono a sfuggire alla strage in atto. La vittoria
di Carlo VIII sul Castello di Monte San Giovanni ebbe una tale risonanza
per cui non ci furono più ostacoli sul suo cammino verso Napoli. |