Caccia al Gallo

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Strangolagalli: Tratto dall'episodio storico "Resistenza a Carlo VIII, Re di Francia" (1). Anno 1495 Ducato d'Avalos - d'Aquino di Monte San Giovanni, Strangolagalli e Colli.


                    Ai primi del 1495, chiamato da Ludovico il Moro in Italia, Carlo VIII si avviava alla conquista del Regno di Napoli, forte di 30.000 soldati e 100 cannoni. Attraversate senza alcuna resistenza le terre dei vari Stati italiani, si trovò nel febbraio di quell'anno ai confini del Ducato di Monte San Giovanni. Avendo trovato la via chiusa e sbarrata, inviò due suoi scudieri al Castello per ottenere il passaggio. Per il Re di Napoli il Castello di Monte San Giovanni era una roccaforte avanzata del Regno, capace di frenare i tentativi provenienti dal Nord diretti alla conquista del suo Reame. Il Ducato apparteneva allora alla famiglia d'Avalos-d'Aquino che, vincolata dal sangue al Re di Napoli, non poteva ovviamente far passare Carlo VIII. I d'Avalos si preoccuparono di rafforzare le difese del Castello, presidiato da 300 soldati, e chiamarono a raccolta tutta la popolazione per resistere agli attacchi nemici. All'arrivo al Castello dei messi di Carlo VIII, gli animi si eccitarono tanto da rendere i difensori così duri che, non solo negarono il passaggio al Re di Francia, ma mutilarono degli orecchi e del naso i due scudieri prima di rinviarli al campo avversario. Spietata fu la vendetta del Re. Portatosi con i suoi soldati sul Colle San Marco, tentò di cogliere di sorpresa i difensori della rocca all'arma bianca. Nel frattempo, erano venuti a dare manforte tutti gli abitanti del territorio, compreso gli abitanti di Strangolagalli. Questi erano i più bellicosi, forti del nome del loro paese.

                    Essi pensarono di adottare una tecnica difensiva particolare. A Sud-Est di Strangolagalli, alle falde della collina "Castellum Novum" c'è una zona in cui confluisce il ruscello Luzio e il torrente Amaseno con il fiume Liri, denominata "La Pesca", questa era l'antica pescheria di San Pietro di Canneto citata in vari documenti nel XV e XVI secolo. Essa era così importante economicamente, da creare continui litigi e cause tra gli abitanti del luogo, la famiglia d'Avalos - d'Aquino e la Certosa di Trisulti che ne rivendicava i diritti di possesso o di pesca. Gli abitanti del posto, pescatori d'acqua dolce, usavano delle reti da pesca leggere e non troppo ingombranti. Costoro chiamati alle armi ebbero una geniale idea: usare queste reti per bloccare l'impeto degli assalitori, gettandole su di loro dall'alto delle mura castellane. Durante l'assalto gridavano "ACCHIAPPAI GL'IAGL, ACCHIAPPAI GL'IAGL - ACCIDAT'GL ACCIDAT'GL - IETTA LA RET-IETT'LA LòC-NOOON, lè TTLA IÒC-IATUEN- U POZN ACCIDA A UI I AGL PATRON UOSTR...". L'uso delle reti risaliva all'epoca romana durante gli spettacoli circensi con i gladiatori.(2)

                    Si difesero tutti quanti così energicamente da respingere l'attacco dei predoni Galli con gravi perdite del nemico. A nulla valse il coraggio, la bravura, l'intelligenza e l'eroismo di questo popolo, semplice e sprovveduto, contro le prime micidiali armi da fuoco come i cannoni usati. Al secondo attacco, i Galli riuscirono ad aprire una breccia nel muro di cinta del Castello. Gravi furono le perdite dei difensori e pochi superstiti riuscirono a sfuggire alla strage in atto. La vittoria di Carlo VIII sul Castello di Monte San Giovanni ebbe una tale risonanza per cui non ci furono più ostacoli sul suo cammino verso Napoli.
                    Ecco allora che il torneo ''CACCIA AL GALLO" intende far rivivere con questo singolare spettacolo quell'episodio storico dei nostri antenati, raccontato con un po' di fantasia.
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1 - P. Valeriani - "Monte San Giovanni Campano" T. Casamari. 1972 -1987
2 - Elaborazione di C. E. Vecchiarelli