"Beata colei che è la credente
nell'adempimento delle parole del Signore" (Lc. 1,45)
- Maria Assunta in cielo -
L'assunzione al cielo della Beata Vergine Maria in anima e corpo è un dogma
della nostra fede che la comunità Strangolagalli/Ripi festeggia alla fine
del mese di luglio, in località Camiciola, dove si trova una chiesetta in
onore di Maria SS. Assunta in cielo (foto sotto), con il
tradizionale corteo religioso e le gare popolari di abilità.
Ad arricchire la festività ci saranno musica e spettacoli con la
partecipazione della Banda Musicale locale, nonchè coreografiche
majorettes. A conclusione della serata, fuochi pirotecnici.

Se la verità dell'assunzione fisica di Maria in Cielo ci è stata
solennemente annunciata come verità di fede rivelata, ciò è avvenuto
necessariamente perché la Chiesa annuncia così anche il suo proprio ultimo
mistero: con l'Assunzione della vergine Maria si capisce ciò che capiterà a
tutta la Chiesa, anzi le è già capitato in Cristo Gesù trasfigurato. Ciò che
avvenne al corpo umano della Donna che ci diede il Dio fatto uomo, non è
un'eccezione, ma piuttosto un adempimento anticipato del ritorno nella
trasfigurazione paradisiaca della carne non solo promesso ma già ora donato
(anche se ancora nascosto nella grazia sacramentale). Già S. Agostino
puntualizzò che la grandezza di Maria non è stata tanto quella di essere la
Madre di Gesù ma piuttosto quella di aver creduto nella Parola di Dio. Anzi
il testo greco nel suo originale dovrebbe riportare in italiano la
traduzione che da l'inizio a questa riflessione. Maria infatti non è
straordinaria perché ha creduto ma piuttosto perché, nella sua ordinarietà,
è stata la "credente" in Dio e nella Sua Parola, sempre! Ciò che infatti
mette in gioco chi sta alla sequela di Cristo non è tanto il suo credere di
un momento, né la sua adesione formale alla fede ma piuttosto colui che vive
del credere in Lui, costantemente, in mezzo alla variegata ricchezza della
vita, fatta di giornate solari e di giornate oscure, di grazia e di
infedeltà con il peccato. E' un atteggiamento che richiama non solo alla
grazia che Dio dona ma anche alla risposta costante dell'uomo che alimenta
il rapporto personale e comunitario con Cristo. Il dogma dell'Immacolata
concezione e dell' Assunzione al cielo in anima e corpo non sono una postilla verticistica che la Chiesa ha "incollato" sulla figura di Maria per
capriccio, in tempi recenti ma, piuttosto, il riconoscere quello che da
sempre la comunità dei credenti in Cristo, la Chiesa, ha riconosciuto, amato
e sostenuto.
Un riconoscere l'opera della grazia nella madre di Gesù, dunque, ma anche un
celebrare il suo essere "credente" nelle parole di Dio. Uno specchio per la
comunità dei credenti, uno stimolo costante da tenere sempre nel cuore di
coLei che meglio di tutti e più compiutamente non ha solo aderito alla fede
ma ha sempre desiderato e voluto aderire. Era inevitabile che a partire
dalla riforma protestante ciò che non era dello stesso Lutero (devotissimo
alla madre di Cristo) divenisse difficoltà per tutta la Chiesa riformata.
L'aderire alla scrittura senza la tradizione che l'ha sostenuta per oltre un
millennio e trovare tracce scritturistiche di Maria che aiutassero i fedeli
a ridefinire il culto mariano era ed è una battaglia svolta male sia dal
punto di vista teologico che scritturale, sia nella conceptio di Chiesa che,
soprattutto, dal punto di vista semiologico ed epistemologico. Rifiutare
parte della tradizione fino al 1500, che è vita della Chiesa, quella stessa
vita che, paradossalmente, ha alimentato la riforma per rifondare nelle sole
scritture la fede del credente è opera di violenza inaudita ben più grande
delle degenerazioni, pastorali o nei suoi pastori, che la Chiesa Cattolica
ha compiuto non solo in quegli anni ma nei tempi a venire. La scomunica come atto giuridico fatto ad una persona, ed in particolare
quella di Lutero, decade con la morte del medesimo che sta davanti al
Giudizio amoroso e misericordioso di Dio; come tutti noi d'altronde. La
teologia di Lutero affonda non solo su problematiche oggettive ma anche su
questioni di prospettive personali di Lutero fondate sul suo rapporto
personale con Dio, con la sua visione di Dio, con il conflitto personale
della sua tormentata coscienza e anche, probabilmente, sull'incapacità di
trovare in quei tempi chi potesse amare ed evangelizzare seriamente questo
fratello nella fede. L'instaurarsi di dinamiche socio-politiche, di
infantilismi da entrambi le parti e di non privilegiare l'amore unico
per
Cristo Gesù unico mediatore e sommo sacerdote ha portato alle degenerazioni
e alle cristallizzazioni che tutti conosciamo. Piuttosto l'essere riuniti
attorno a Maria, "la credente" nell'attesa dello Spirito Santo non può che
essere la base per un vero cammino ecumenico anche se ci si accosta a Maria
da prospettive diverse. E non solo. Il problema della corredenzione e della
mediazione di Maria è un problema falso. Non capire il ruolo di Maria nella
storia della salvezza vuol dire bestemmiare l'incarnazione e non capire le
profondità della scrittura. Vuol dire non conoscere il cuore di Cristo e del
disegno del Padre nello Spirito.
Dio Padre, che con il Suo figlio "nato da donna" nato "nella pienezza del
tempo" ha desiderato ardentemente la collaborazione dell'uomo alla Sua
grazia e al Suo amore. Maria non è ascesa al cielo ma è stata assunta. Cioè
non è Dio ma l'immagine compiuta di ciò che la Chiesa, in quanto sposa di
Cristo è chiamata ad essere. Cioè la "credente"; tutta polarizzata verso Dio
attraverso il Figlio, tutta desiderosa del Padre nello Spirito Santo. Non
solo con il proprio spirito ma anche con la propria fisicità storica. Con
tutta la carne. E' la primogenita dei risorti nel Primogenito Risorto.
Sembra un gioco di parole ma è invece una promessa, carica di speranza, ed
una caparra nello Spirito per capire ciò che siamo e ciò che siamo chiamati
ad essere. Dove, ovviamente, sappiamo che "il cielo" non è realtà geografica
ma, nell'esatto significato biblico, la realtà meta-storica e meta temporale
di Dio dove tutto è Amore ineffabile e anche dove tutta la realtà terrena è
seguita, vista, accudita perfettamente e costantemente nell'incessante
fluire indicibile del Volto del Padre.... e tantissimo altro ancora che la
stessa eternità è poca cosa per coglierla nella Sua Bellezza. Lei che ha
camminato, vegliato, vigilato e sofferto con la Chiesa nascente. Lei così
discreta e così femminile. Lei così forte e dolce. Maria è ben di più di una
madre è la "credente"; è l'icona che il Padre ci ha donato per venire
incontro alla nostra debolezza simbolica e psicologica di cogliere il Suo
lato femminile. Maria è la creatura che meglio ha vissuto l'intimità e la
docilità allo Spirito Santo. Se così non fosse non avrebbe potuto concepire
il Salvatore. Maria è dunque sacerdote per partecipazione dicendo sempre
"fate quello che Lui vi dirà!". Maria diventa icona per noi credenti
peccatori in cammino ma in modo specialissimo per ogni donna per capire e
valorizzare il proprio femminile in Dio. Ella che racchiude in sé in maniera
unica ed irripetibile la consacrazione verginale e la consacrazione
sponsale. Paradigma per tutti i vergini e per tutte le spose. Maria è
paradigma per chi desidera veramente riformare la Chiesa nel rispetto
fecondo di ciò che Cristo ha istituito e legato ad un filo d'oro, nello
Spirito Santo e nella povertà umana, da Pietro fino ai giorni nostri con il
papa Giovanni Paolo. La donna così destabilizzata nel suo femminile, dalla
competitività professionale, dai nuovi stimoli di struttura familiare, dai
conflitti con il padre e con la figura maschile trova, in Maria di Nazareth,
un sicuro veicolo di maturazione psico affettivo e spirituale. Maria infatti
con il suo essere "la credente" è colei che ordina l'inconscio impazzito, le
energie fluttuanti, le contraddizioni ed i dualismi, le isterie e le
dissipazioni, per orientare la persona, ed in modo particolare la donna,
verso una fecondità ed una capacità d'amore veramente divine e cristificate.
Maria non è l'icona per un perverso universo maschile che desidera venerare
la donna e il femminile e quindi rendere la donna, maschilisticamente e
apparentemente nobilmente, un oggetto. Maria è donna-credente per la donna
perché sia donna ed è donna-credente per l'uomo perché sia uomo. Lei che ha
cresciuto il bimbo Gesù desidera ardentemente far crescere in noi il Suo
Figlio. E' il suo compito da sempre. Da quando, nella sperduta e sconosciuta
Nazareth ha detto si! fino a quando lo ha detto sotto la croce di Lui
prendendo in consegna Noi come Suo testamento…noi come umanità sempre
bisognosa di incontrare l'unico mediatore dell'Amore del Padre.
Per questi e tanti altri motivi non ci si meravigli che Maria sia stata
assunta in Cielo in anima e corpo, con tutta la sua persona... piuttosto ci
si chieda come ha fatto a rimanere sulla terra tutto quel tempo!