Guida al turista

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             Strangolagalli, con 2521 abitanti è al centro di un sistema collinare di forme quasi omogenee che si estende verso la valle del fiume Sacco, in continuazione dei monti Ernici, gli ultimi corrugamenti del gruppo del monte Manna (m. 1751) e della dorsale che ha i suoi estremi in monte Pizzodete (m. 2073) e in monte Pedicino (m. 1734). Strangolagalli sorge in forma circolare su una collina che ne faceva una sicura fortezza nel Medioevo; il centro storico conserva salottiere, piazzette e vicoletti sui quali si affacciano bellissimi "portali", oltre alla bellissima Chiesa S. Michele Arcangelo -costruita tra il 1715 ed il 1751-, nella quale si potranno ammirare armoniose volte e straordinari affreschi. I reperti archeologici che rimangono oggi nel paese di Strangolagalli sono costituiti da una Lapide muraria all'esterno del campanile della chiesa parrocchiale. Il testo, riquadrato da cornice sporgente, è il seguente: L.DECI. L. L.RUFIONIS / ARBIT. PHILARG/ L. DECI. L. L. PHILAR /// DECIE. L. L. FA///. In località Fontana di Versa sono stati estratti alcuni pezzi archeologici di cui il più importante è un blocco calcareo -custodito nella sala consiliare comunale- ornato di fregi dorici. Nel centro storico, si trova una epigrafe incisa su masso calcareo che doveva costituire la base di una statua. Lo stato del masso è malridotto e scheggiato, dato la sua collocazione in un luogo all'aperto. Infine diversi referti fittili, come un lacrimatoio, un'anfora e vari frammenti. Da un punto di vista naturalistico, da non perdere le sorgenti lungo i pendii del territorio che danno vita ad uno scenario di cascate naturali che, confluendo, formano il lago del Borgo Santo; la passeggiata ecologica di "Rio Argento" e l'impianto floro-vivaistico.

          Partendo dal Comune di Strangolagalli è possibile visitare musei e siti archeologici e scoprire luoghi testimoni delle vicende più appassionanti della nostra storia locale:

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M. S. G. Campano, (a circa 10 Km), all’inizio chiamato Casteforte, questo comune assunse successivamente il nome di Monte S.Giovanni Campano perchè veniva sempre indicato come "Montis Sancti Johannis" nelle Bolle Pontificie inviate ai Vescovi di Veroli dallo Stato Pontificio per la conferma della dipendenza della Chiesa di S.Giovanni Battista ed Evangelista alla Diocesi. Il termine "Campano" si aggiunse per distinguerlo dall'omonimo centro nel reatino. Presenta un nucleo “ a cupola”, di difficile accesso, tipico del fenomeno dell’incastellamento. Ottimamente conservato e degno di nota è il Castello ducale, feudo dei Conti d'Aquino ,che poteva ospitare un presidio di settecento militi; le due torri, una quadrata e l'altra pentagonale rappresentano una struttura ideale per eliminare di angoli morti. Nel 1243 S. Tommaso d'Aquino, il grande dottore della Scolastica, vi fu rinchiuso per due anni dai suoi familiari, che non condividevano la sua volontà di intraprendere la carriera ecclesiastica. Durante la prigionia compose i suoi due primi scritti filosofico-scientifici "De Fallacis" e” De Propositionibus Modalibus". La stanza occupata dal Santo fu in seguito trasformata in Cappella. Il paese è stato gravemente danneggiato solo nel 1495 con l'attacco delle truppe di Carlo VIII di Francia, durante la sua discesa in Italia alla conquista del Regno di Napoli. Da vedere:Castello Ducale (prigione di S. Tommaso XI sec.) - Cinta muraria e porte medievali - Resti del tempio rupestre di Pozzo Faito - Cippi confinari tra Stato Pontificio e Regno delle due Sicilie - Chiesa di S. Pietro (X sec.) - Convento dei Frati Minori Cappuccini - Chiesa della Madonna di Canneto loc. Colli - Vitarello loc. Anitrella (punto più stretto del corso del fiume Liri).

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Ceprano, (a circa 10 km)  è forse il comune ciociaro più interessante dal punto di vista archeologico. Nel suo territorio si sviluppò nel periodo 328-125 a.C. la colonia latina nota con il nome di Fregellae poiché vi sorgeva un abitato (Fregellanum) nel punto in cui la via Latina, proveniente da Roma, attraversava il fiume Liri tramite un ponte. La città, il cui nome, in origine Ceparanium, deriva probabilmente da quello della famiglia Ceparia, fu nel periodo medievale importante dal punto di vista geografico - militare e fu teatro di importanti avvenimenti storici. Papa Gregorio Vll vi investì Roberto il Guiscardo del trono di Puglia; nella cappella di Santa Giusta, Federico II nel 1230 fu assolto dalla scomunica; re Manfredi fece il giuramento di fedeltà a Innocenzo IV e subì l'umiliazione di attraversare tutto il ponte sul Liri reggendo, in segno di sottomissione, le briglie del cavallo del papa; e, molti secoli dopo, proprio qui Gioacchino Murat si scontrò con le truppe austriache e fu sconfitto. Tuttora nel parco archeologico dove si effettuano scavi sistematici per riportare alla luce l'antica Fregellae; i reperti sono conservti nel museo locale. Merita una visita la chiesa di S. Antonio Abate (sec. XVI), recentemente restaurata insieme al Convento. Da vedere: Convento di S. Antonio - Chiesetta di S. Arduino - Chiesa della Madonna del Carmine - Cisterna romana (età imperiale) - Cippi Confinari Stato Pontificio - Regno delle due Sicilie - Bosco Comunale. Museo Comunale di Fregellae, Biblioteca Comunale Specializzata in archeologia e storia antica; Archivio storico 1700-1900

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Boville Ernica, (a circa 8 Km) dal colle su cui è situata, si affaccia su tre valli: quella del Liri, quella del Cosa e quella del Sacco. Le mura pelasgiche e numerosi rinvenimenti archeologici testimoniano la sua origine preromana, tant’è che il suo nome antico di "Bauco" rimanda al culto agricolo del dio Bove, simbolo della fecondità. Nel luogo in cui sorgeva il tempio dedicato a quella divinità sono state ritrovate statuette votive che raffigurano il dio bovino. Tali ritrovamenti sono avvenuti nella zona archeologica di monte Fico. Originariamente in pianura ,gli abitanti di Boville Ernica dopo le invasioni dei Saraceni e degli Ungari (X sec.), si videro costretti a trasferirsi sul colle e a fortificare la città, il cui castello era ben difeso da una imponente cinta muraria medioevale con ben 18 torri (in alternanza di forma tonda e quadrata) ancor oggi totalmente in piedi. Artisticamente pregevoli sono i palazzi rinascimentali delle famiglie gentilizie e le chiese, come quella di S. Pietro Ispano edificata nel XII sec. sulla stessa grotta in cui visse il Santo Patrono. In questa chiesa sono custoditi:due reliquiari del Santo e di S. Lucia, la cappella gentilizia Simoncelli, un sarcofago paleocristiano, un bassorilievo del Sansovino ed un mosaico di Giotto davvero superbo. Da vedere: Chiesa di S. Pietro Ispano con mosaico di Giotto e sarcofago paleocristiano - Chiesa di S. Michele Arcangelo con tela del "Cavalier D'Arpino" - Chiesa di S. Stefano - Santuario di S. Liberata - Cinta muraria con torri - Portale del Vignola Palazzo Filonardi - Palazzo Vizzardelli con torre Cometti - Palazzo de Angelis.

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Pofi, (a circa 7 Km), grazioso centro che sorge sulla sommità di una collina. Proprio qui si può avere l’occasione di godere del panorama dell’intera regione a : da Nord, e proseguendo in senso orario, lo sguardo arriva fino alla campagna romana per passare alle montagne dell'Abruzzo e di seguito fino a Caserta (nelle giornate più limpide), ai Monti Ausoni e, per finire, ai Monti Lepini. Guardando da vicino, si notano le coltivazioni di magnifici fiori che caratterizzano l’economia del paese; ogni ultima domenica di aprile si tiene la "Festa dei Fiori" con relativo mercato. La pianta del centro storico è una ellisse e le due porte principali sono chiamate “del Melangolo” e “dell'Ulivo”.L’architettura delle varie costruzioni è del tutto singolare per la Ciociaria, infatti la muratura è in basalto. Nel suo territorio sono stati rinvenuti resti dell'uomo "Herectus" (Paleolitico) risalenti a 200 mila anni fa e molti reperti dell' "Elephas Meridionalis et Anticus" di circa 400 mila anni fa, oggi conservati nel Museo Preistorico della città. In tale museo inoltre, si possono trovare dei manufatti dell'uomo preistorico e altri reperti di questo territorio. Da visitare, inoltre, Chiesa della Madonna dei Sette Dolori (monumento nazionale) - Ponte Romano "del diavolo" - Via Vecchia Esperia - Passeggiata in Loc. Termini - Monumento e Lapide ai caduti militari e civili di tutte le guerre.

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Pastena, (a circa 20 Km), centro nei Monti Musoni. Note a livello internazionale sono le grotte di Pastena , uno dei complessi speleologici più importanti d’Italia, che sono ormai diventate il simbolo di questo piccolo centro. Esplorate per la prima volta nel 1926, si suddividono in due rami sovrapposti, uno ancora attivo (lungo 2217 m) essendo percorso da un fiume ed esplorabile con piccoli battelli o a guad, il secondo invece fossile, della lunghezza di 880 m ed interamente visitabile. Davvero suggestivo è lo spettacolo costituito da cascate, laghetti, stalattiti e stalagmiti che,talvolta, hanno forme vagamente antropomorfe, cunicoli e grandi sale, una scenografia che toglie il fiato per la grandezza e affascina con un’atmosfera di mistero. Pastena (il cui nome deriva dall'antico vocabolo "pastinare" che significa coltivare) di origine volsca, è caratterizzata da un centro storico tipicamente medioevale difeso da mura di cinta munite di 15 torri a pianta quadrata e circolare che nell'XI secolo la resero un villaggio fortificato. Tutti i suoi vicoli, le sue piazzette e le scalinate sono incantevoli , rapiscono l’anima in un afflato con la natura in cui riecheggia la memoria del passato. Tra le chiese, vi segnaliamo quella di S. Maria Maggiore (sec. XI) e la Chiesa di S.Maria del Parco, dalla bella facciata barocca del XVII secolo. Citazione a parte merita il "Museo della Civiltà Contadina e dell'Ulivo", che si trova al di sotto della Casa Comunale ed allestito all'interno di un antico frantoio risalente alla fine dell'Ottocento. Vi si possono trovare gli antichi attrezzi da lavoro dei contadini del secolo scorso, suppellettili, strumenti musicali ormai in disuso e altre”vestigia” della civiltà contadina: un vero e proprio tesoro culturale. Da visitare, inoltre, Mura perimetrali del Castello con 15 torri - Percorso storico attraverso i portali - Cippi confinari Stato Pontificio-Regno delle Due Sicilie - Pineta loc. Madonna delle Macchie - Mostra permanente di angoli caratteristici di Pastena nella ex Chiesa di S. Maria, Sede della Scuola di teatro "Nino Manfredi" - Percorso Archeologico "San Marco". Museo della Civiltà Contadina e dell'Olivo Patrimonio di conoscenze, tradizioni ed arnesi della civiltà contadina locale e della coltivazione dell'olivo.

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Arce, (a circa 9 Km), Sovrastata dalla Rocca d’Arce e ad un passo dalla Valle del Liri Arce mantiene un caratteristico stile medievale. La parte moderna invece si snoda lungo l’importante via Casilina, dato che proprio qui sono state avviate tutte le varie attività. Cicerone parla in due sue epistole del territorio "Arcanum" e di una Villa Arcana,di cui fornisce una splendida descrizione. Archeologicamente la città, nel cui territorio era situata la colonia latina di Fregellae, è di altissimo interesse, in quanto vi sono numerosi reperti dell’epoca romana e , soprattutto, grazie a scavi scientifici , si susseguono importanti ritrovamenti; è insomma tutto un parco archeologico che merita senz’altro di essere visitato. Il Medioevo vide la città occupata nel Vl sec. dai Goti di Totila, in guerra con i Bizantini , e poi devastata da orde di saraceni, continuando comunque a rimanere cruciale dal punto di vista strategico. Belle le chiese da visitare: S.Pietro e Paolo (XVII sec.)che vanta due torri campanarie ; S.Maria; S. Antonio con uno splendido portale del XII secolo. Da visitare, inoltre, Parco archeologico di Fregellae - Centro storico - Fontana del 1874 - Torre saracena - Chiesa dei s.s. Pietro e Paolo, Chiesa di S. Pietro e Paolo - Chiesa di S. Elauterio - Chiesa di S.ta Maria - Chiesa di S.Antonio - Cippi Confinari Stato Pontificio Regno delle due Sicilie - Lago di Isoletta di Arce - Bosco Comunale (300 h).

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