Prodotti locali

            

            Molto diffusi nel territorio strangolagallese sono le estensioni di oliveti per il terreno medio-montano e collinare, infatti l'ulivo risulta la specie arborea coltivata più diffusa. Occorre far presente che la morfologia del territorio,tipico della media dorsale appenninica, ben si presta a tale coltivazione , come pure il clima temperato.Non dimentichiamo che dall'antica cultura e dalla religione è scaturita l'importanza dell'olio come un elemento essenziale della dieta mediterranea ed anche oggi esso è considerato uno dei condimenti migliori da tutti i nutrizionisti del mondo.

Tipico della zona è anche l'agnello, di buona qualità specie nella versione "castrato" e cotto alla brace rappresenta una pietanza tipica e gustosa. Per tutti coloro che hanno preconcetti sulla carne di pecora, li invitiamo ad assaggiare questa pietanza in uno dei locali della zona. Una specialità assolutamente da non perdere.  Il pollame  ha  da  sempre  rappresentato  un  vero  e  proprio  serbatoio  alimentare  di  carni  per  gli abitanti di Strangolagalli e non potrebbe essere diversamente, tenuto conto che il gallo è uno dei simboli dello stemma del paese (leggi origine del nome del paese). Le sue varie elaborazioni  rendono nobile e gustosa anche questa carne. E' tipico trovare nelle abitazioni di campagna e nei locali di ristorazione polli ruspanti dalle carni consistenti e saporite. Inoltre da provare, nella stagione più fredda, le salsicce di fegato di maiale, particolari perché aromatizzate con buccia d'arancia.

La pasta fresca è un'altra caratteristica della cucina strangolagallese. Le tagliatelle e le fettuccine, tradizione per eccellenza.
Oltre alla pasta all'uovo , abbiamo un negozio di produzione e vendita nel cuore del paese, ancora oggi il primo piatto più tradizionale è determinato però da pasta fresca lavorata solo con acqua, farina e sale. Tirata in modo abbastanza consistente e tagliata in maniera grossolana in forma di "foglia di olivo" o talvolta in forma di fettuccina.Stiamo parlando di "maltagliati", "tagliolini", "sagne" o chiamati in altri modi ancora, vengono preparati con condimento di salse a base di fagioli cannellini, pomodoro e cotenna o anche senza pomodoro e con aggiunta di asparagi selvatici. Un tempo piatto povero, oggi diventa spesso alimento ricercato.

             I pascoli e la tradizionale attività della pastorizia, offrono buoni risultati anche per quanto concerne i formaggi di mucca e di pecora. Sicuramente poco raffinati e ottenuti, nella maggior parte dei casi da lavorazioni artigianali con metodi antichi, si caratterizzano per sapidità e profumi. Sono rimasti in pochi gli allevatori che producono formaggio casereccio, però da provare a tutti i costi sono le ricottine fresche che si possono acquistare nei mercati, o più comodamente negli alimentari della zona.  Grazie alla caratteristica del terreno di Strangolagalli, che si presenta in gran parte medio-montano e collinare, la coltivazione della vite e la produzione di vino sono molto rilevanti.
Lo scopo della produzione però, è stato da sempre il consumo privato in famiglia e quindi, malgrado la quantità, il prodotto non è quasi mai di qualità eccelsa, sia per la cura poco attenta dei vigneti, sia per la scarsa conoscenza delle tecniche di vinificazione più adatte. Per cui alla elevata quantità non possiamo aggiungere una qualità eccelsa di altri vini Ciociari, quali il Cesanese del Piglio e il Cabernet di Atina.

             Caratteristico del paese è anche il pane, tanto apprezzato per la sua riconosciuta qualità. Oltre al "forno" professionale che si trova in paese e rifornisce gli alimentari della zona, è tradizione ancora fare il pane casereccio, ovvero nel forno realizzato a mattoni, che numerosi sono ancora oggi nelle case di campagna.Il pane può essere bianco o scuro ed è confezionato ancora, nella maggior parte dei casi, in forma di "filone" da 1 Kg. o di "pagnotte" da 1 o 2 Kg. E’ ottimo anche qualche giorno dopo.Tipiche sono anche le ciambelle ciociare che è possibile acquistare nei forni o nei banchi del mercato, costituite da pasta salata, lievitata pochissimo ed aromatizzata con semi di anice. Molto stuzzicanti e gustose sono ideali come fuoripasto.Molto buona è anche la pizza che, preparata nei modi più diversi, può costituire un eccellente pasto. E’ particolarmente pregevole quando viene cotta in forni a legna.

             E’ ancora molto presente nel territorio strangolagallese  la tradizione dei dolci fatti in casa, di solito semplici, dimostrazione di come un tempo anche le cose poco sofisticate potevano allietare le mense nei giorni di festa.I tipi sono molti, grazie alla sostituzione e all’aggiunta degli ingredienti , dal diverso tipo di cottura e dalle dosi. Si tratta per lo più di pasticceria secca , che può costituire un buon fine pasto o un gustoso intermezzo.
Dai biscotti all’uovo alle crostatine di marmellata, dai tozzetti agli “struffoli” natalizi, dalla “pigna”(dolce pasquale) alla “cicerchiata”, dalle “frappe” alle “castagnole”, tutti regalano la fragranza del forno e il profumo del grano. Caratteristiche le ciambelline al vino, costituite da un impasto profumato da semi di anice e ricoperte da granelli di zucchero. Sono ottime se accostate ad un vino da dessert.
Altro biscotto tipico è il "susamello", chiamato cosi o con altri termini dialettali.Sono biscotti tipici del periodo natalizio, impastati con il miele e le nocciole o le mandorle ed aromatizzati da buccia di mandarino o di arancia, ed un delicato aroma di vino liquoroso. Sono simili ai tipici tozzetti senesi, ma sono più scuri e contengono meno dalla frutta secca.

          Assolutamente da provare poi, è la stesa o focaccia strangolagallese, - sagra della stesa in paese la seconda o terza settimana di ottobre - impastata con farina ,  sale e strutto aiutandosi con l' acqua necessaria a ottenere un impasto omogeneo e piuttosto consistente. Si manipola la massa per circa 10 minuti, si suddivide in tanti pezzi grossi come 2 uova per poi stenderli col mattarello in modo che formino delle sfoglie di spessore di circa 4-5 mm. Si fà adeguatamente scaldare una teglia di ferro in modo da arroventarla ( ideale sarebbe la tradizionale teglia di terracotta - quella che il Pascoli chiamò " il nero testo di porosa argilla " o una pietra refrattaria) e si cuoce la piadina da entrambi i lati, punzecchiandole con una forchetta.Vengono cosi servite, farcendole con prosciutto crudo o con formaggio oppure con un impasto di formaggio cremoso amalgamato con prezzemolo e prosciutto cotto tritati, con fette di pomodoro e un pò di cipollina fresca...senza porre limiti alla fantasia.Infine accanto alle pietanze di fondo si caratterizzano i contorni di verdure:nelle campagne del paese è ampia la gamma offerta dai prodotti dell'orto e dei campi, tutti di buona qualità.Volendo menzionarne alcuni, sicuramente buonissimo è il broccoletto di rapa; sono ottimi bolliti, conditi semplicemente con olio di oliva, limone e sale, oppure, più particolari, stufati "a crudo". Da citare anche le zucchine, le olive, i fagiolini, i pomodori e i fiori di zucca. Questi ultimi assolutamente da provare trasformati in fragranti pizzelle, fatte con farina, acqua e sale e fritte in un impasto croccante; oggi una rarità.

          Nel sottobosco della campagna strangolagallese (soprattutto nella zona del Campo Sportivo) è possibile trovare un fungo, misteriosamente sotterraneo e molto prelibato: il tartufo (La raccolta del tartufo). Crescendo in simbiosi con le radici di alberi come il pioppo, il tiglio, la quercia e il salice. Da questi ultimi prende le caratteristiche di colorazione, sapore e profumo: la quercia, per esempio, gli dona un profumo più pregnante, mentre se cresce vicino ai tigli il tartufo sarà più chiaro ed aromatico. Solitamente la maturazione avviene a partire da novembre. Le dimensioni dipendono sia dalla specie che dal tipo di terreno in cui il tartufo prende vita: se il terreno è soffice, il corpo fruttifero (carpoforo) assumerà una forma regolare e rotondeggiante e raggiungerà dimensioni più grandi; se il terreno è compatto e pietroso il carpoforo assumerà le forme più svariate e le sue dimensioni saranno minori.Il tartufo è sempre stato apprezzato, nel corso dei secoli ne sono state decantate le pregevoli doti organolettiche e le eccellenti proprietà nutritive. Al tartufo si attribuisce anche una funzione stimolante sulla digestione, dovuta ai suoi principi aromatici e una discreta qualità medicamentosa nonché afrodisiaca. A livello gastronomico il tartufo è di grande duttilità, si adatta sia ai piatti caldi che freddi, ma in ogni caso va aggiunto all'ultimo momento per evitare che i profumi si disperdano. Non ha bisogno di condimenti particolari, l'unica regola da seguire è che l'olio impiegato con esso sia sempre extra vergine d' oliva di buona qualità. Va sempre utilizzato quando è a piena maturazione e ha tutti i profumi concentrati nel cuore.

Precedente Su Successiva

horizontal rule