Sententiam dicere

Su             Precedente

 

Aggiungi il tuo articolo  e/o  suggerimenti:   

Partecipa al nostro Forum

horizontal rule

Indice degli articoli contenuti nella presente pagina: Strangolagalli, elezioni '09 si avvicinano; Guida in stato di ebbrezza; Una giornata senza glutine; Strangolagalli:nuovo Direttivo della Pro-LocoIl dopo-votoUltimi giorni della campagna elettoraleElezioni più vicineDialettica di basso profilo...!Natale con il "mal-di-testa";

********************************************************************************************************

 

Strangolagalli: Cercato da tanti… apprezzato da molti… ignorato da pochi: la “Politica” crea strani compagni di letto e, soprattutto, la prima regola in Politica è di non credere mai ad una notizia, prima che non sia stata ufficialmente smentita.

Solo gli stolti non cambiano parere si sente dire sempre più spesso da quando si è capito che, tra una ventata e l’altra di revisionismo, il fiorire di gente nuova, il perdurare della risacca che strapazza i resti del “vecchio pensiero politico”, il mestiere del voltagabbana può rappresentare una “risorsa”, solo per alcuni: che grande uomo politico sarebbe stato Giuda!

Non solo ideologica per spiriti tormentati, ma anche economica per mestieranti della politica di robusto appetito e collaudata spregiudicatezza verso i soliti lavoratori, naturalmente non locali. Consuetudine smentita solamente nella spicciolata del mandato, come un attento “giornalista locale”  ha riportato in un articolo di alcuni giorni .

Il cittadino ha sempre ragione… solo se fa ciò che il “mercato” gli impone, altrimenti và a vivere… fuori dal Paese.

                                                               9 marzo '09 di Antonio Viselli

horizontal rule

Il reato di guida in stato di ebbrezza, alla luce della più recente prassi e giurisprudenza

 

               L’art. 140 del nuovo codice della strada – in quanto principio informatore della circolazione − esordisce stabilendo che “gli utenti della strada devono comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio per la circolazione ed in modo che sia in ogni caso salvaguardata la sicurezza stradale…” e, ancora, che “i singoli comportamenti, oltre quanto già previsto nei precedenti titoli, sono fissati dalle norme che seguono”: tra queste, quella prevista dall’art. 186 che reca, per l’appunto, guida sotto l’influenza dell’alcool. Tale norma, nella scelta regolamentatrice ed attuatrice del legislatore, è conformata al principio inderogabile sancito dall’art. 1 del nuovo codice della strada ovvero, quello secondo il quale “la sicurezza delle persone, nella circolazione stradale, rientra tra le finalità primarie di ordine sociale ed economico perseguite dallo Stato…” e, in tal senso, che “le norme e i provvedimenti attuativi si ispirano al principio della sicurezza stradale”.

               Tale principio comporta l’esigenza di dar vita ad una serie di regole di condotta atte a limitare il verificarsi dei sinistri stradali, se non altro, in misura non ultronea rispetto a quella statisticamente evidenziata in apertura delle “Linee guida per la redazione dei piani della sicurezza stradale urbana”, di cui alla Circolare Min. LL.PP. 8 gennaio 2001, n. 3698. Non a caso, nella su menzionata circolare ministeriale è stato fatto rilevare che circa il 5% dei morti sono causati da alterate condizioni dello stato psicofisico del conducente, e che le principali cause sulle quali è possibile intervenire sono la guida in stato d'ebbrezza, l'assunzione di stupefacenti e medicinali e il colpo di sonno. Ancora, che il numero di morti e feriti a causa della guida in stato di ebbrezza è pari, secondo le statistiche ufficiali, a poco più dell'1% del numero totale degli incidentati. Ciò che più conta, prosegue la circolare suddetta, tale dato è notevolmente sottostimato ed è indicatore della scarsa sensibilità al problema in Italia. Infatti il problema reale che si pone all’attenzione del legislatore ma, più che mai, all’attenzione degli organi di polizia stradale e, più specificatamente, a chi svolge servizi di polizia locale, è la “cultura dell’alcool” che sottende un così grave fenomeno. Si tratta, cioè, di superare dei luoghi comuni, quale il comune sentire l’alcool come una bevanda di compagnia, come un “carburante del corpo e dello spirito”, se non il combustibile che incendia, irreparabilmente, il cervello. Non a caso, sempre nelle richiamate “linee guida”, si sottolinea l’esigenza di operare su strada per ottenere una rilevante riduzione del fenomeno, realizzando dei frequenti controlli del tasso alcolemico nei conducenti da parte delle forze di polizia, da attuarsi prevalentemente nelle ore notturne, nei giorni festivi e controllando soprattutto i guidatori più giovani indipendentemente dalle infrazioni compiute. Il controllo dello stato alcolemico dovrebbe poi associarsi a quello dell’assunzione di sostanze stupefacenti e medicinali che possono alterare le capacità di guida.

              Ebbene, qualunque organo di polizia stradale − almeno sino ad oggi − ha avuto la sensazione che l’attività di controllo dei conducenti di veicoli, finalizzata all’accertamento della contravvenzione di guida in stato di ebbrezza alcolica, sia stata assai blanda; non da meno, che i risultati poi ottenuti − almeno a livello di prassi e di giurisprudenza di merito − siano stati assai poco edificanti. Del resto, nel previgente codice del ’59 (probabilmente anche per una più radicata “cultura dell’alcool”) l’accertamento della guida in stato di ebbrezza avveniva, per lo più, per via sintomatica. In tal senso, il Pretore dell’epoca non sembrava essere così disposto a dare eccessivo credito alla valutazione dell’organo di Polizia Stradale, in quanto espressione di una mera interpretazione di un comportamento altrui che, in buona sostanza, doveva −come deve− convincere adeguatamente quel Giudice. Oggi, sembra esserci stato un vero e proprio cambio di tendenza, anche grazie all’ausilio offerto dalla tecnica. Questa, quindi, è l’occasione per rammentare, non solo la recente Direttiva del Ministero dell’Interno dello scorso 29 dicembre, inerente l’impiego di strumenti di accertamento finalizzati alla verifica dello stato di ebbrezza alcolica e di alterazione psico-fisica correlata all’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, ma in “combinato disposto”, le quanto mai interessanti sentenze della Cassazione del 16 giugno 2005, nn. 22594 e 22599.

                                                                                                                                                                      30 marzo '06,   Antonio Viselli

horizontal rule

   Una giornata "senza glutine"  

 

               Non tutti sanno che la celiachia è un'intolleranza al glutine cioè alle proteine contenute nel frumento, orzo, segale e altri cereali. L'ingestione di queste sostanze determina in soggetti geneticamente predisposti, la comparsa di alterazioni della mucosa intestinale con conseguente difficoltà di assorbimento dei nutrienti. Unico rimedio una dieta rigorosa priva dei cereali "vietati" e degli alimenti preparati con essi: dalla pasta ai biscotti, dagli insaccati ai formaggi, dalle salse ai dolci. La celiachia colpisce 1 italiano su 100 ma le diagnosi nella nostra provincia sono ancora troppo poche: appena 1 su 10.

               Moltissimi sono, quindi, i ciliaci che continuano ad assumere glutine esponendosi a rischi gravissimi e complicanze. Due le principali cause della mancata diagnosi: la difficoltà di riconoscere i soggetti a rischio, per la complessità e la possibile assenza di sintomi, e la scarsa conoscenza della malattia. L'Associazione Italiana Celiachia, il 9 ottobre '05 a Cassino per la provincia di Frosinone, ed in altre 150 città italiane ha organizzato la Giornata Mondiale della celiachia 2005. La manifestazione ha cercato di rivolgersi non solo agli associati, ma anche a chi non conosce la celiachia; abbattendo luoghi comuni e barriere sociali; cercando di informare sulle problematiche dei celiaci; cercando fondi per la ricerca e per sostenere gli studi sulla "pillola".

              Grazie al costante impegno dei volontari è stato montato un gazebo dal quale si è distribuito materiale informativo, sacchetti di legumi e vari gadget AIC. Oltre alle tante notizie fornite a soci si sono raccolti fondi da destinare alla ricerca scientifica. La CRI di Cassino ha installato un suo presidio dove alcuni medici hanno effettuato prelievi a chi ha voluto sottoporsi allo screening gratuito sulla celiachia. Infine, una degustazione gratuita di prodotti artigianali senza glutine è stata offerta da Massimo della Pizzeria "la Rosetta" di Alatri. Sulla scia della grande partecipazione riscossa e dell'entusiasmo crescente, la settimana scorsa si è riunito un affiatato gruppo di soci AIC Lazio della sezione di Frosinone per iniziare a organizzare una prosssima giornata informativa, da tenersi nel capoluogo nella giornata di domenica 4 dicembre 2005, in occasione del Mercatino dell'Antiquariato  e Artigianato. Quindi, anche a Frosinone l'AIC sarà presente con un banco informativo, mentre la CRI installerà un suo presidio in cui alcuni medici effettueranno prelievi a chi vorrà sottoporsi allo screening gratuito sulla celiachia. parallelamente sono in corso incontri tecnici per far si che in provincia di Frosinone possa funzionare un centro di diagnosi e cura della celiachia. Infatti con deliberazione della giunta regionale 5/12/2003 N. 1324; ad oggi risultano solo i seguenti Centri e Presidi Regionali riconosciuti:

bullet

Ospedale pediatrico Bambino Gesù - unità operativa di gastroenterologia

bullet

Azienda ospedaliera San Filippo Neri - unità operativa di gastroenterologia

bullet

Azienda Universitaria Tor Vergata  - UO gastroenterologia ed endoscopia

bullet

Azienda policlinico Umberto I - Dipartimento di scienze cliniche - servizio fisiopatologia digestiva

bullet

Azienda USL Roma - Sant'Eugenio - UO di gastroenterologia; e di nutrizione clinica

bullet

Azienda USL Rieti - ospedale San camillo De Lellis - UO di gastroenterologia

bullet

Azienda USL Viterbo - Ospedale di Belcolle - UO di gastroenterologia.

Ne consegue che la certificazione di Morbo Celiaco o Sprue Celiaca, può essere rilasciata solo da uno dei centri in elenco e presentata alla propria ASL di appartenenza. Fino a quando dovrà durare questo peregrinaggio nelle altre provincie?

                                                                                     23.10.'05      AIC Lazio onlus - Provincia di Frosinone     E-mail: aiclazio.frosinone@virgilio.it

 

horizontal rule

Strangolagalli: nuovo  Direttivo   della   Pro-Loco     

Già qualche settimana fà, con manifesti affissi in più punti del paese, il Presidente della Pro Loco di Strangolagalli, Ugo Vecchierelli, annunciava le dimissioni dell’attuale Direttivo, sollecitando la disponibilità di altre persone alla formazione di un nuovo gruppo. A questo proposito, sabato 22 ottobre '05 è stata convocata l’Assemblea generale dei Soci.

Nessuno attendeva “il tuo esaurito”, ma grande è stata però la delusione nel riscontrare un totale di 19 presenti (148 soci iscritti).

A questo punto mi permetto di esporre qualche riflessione. In qualità di socio, ho collaborato alle attività di questa Pro Loco, cresciuta man mano di livello grazie al contributo di pochi suoi componenti. Un grazie è doveroso da parte di tutti a questo gruppetto di persone che per circa tre anni –ricordiamo che prima c’era il commissariamento- hanno saputo allietare in varie maniere il nostro paese, mantenendo in vita anche alcune ormai tradizionali feste strangolagallesi.

Una parte del successo di questa gestione sicuramente và ascritta anche al comportamento corretto e costruttivo dei soci, che da subito hanno compreso che l’attività di quest’Associazione doveva necessariamente essere “sopra le parti”.

La Pro Loco Strangolagalli in questi ultimi anni è riuscita a proporre manifestazioni musicali, teatrali, appuntamenti culturali, ricreativi e sportivi grazie anche alla collaborazione delle altre Associazioni operanti in paese.

La scarsa partecipazione all’incontro di sabato, se da un lato non è stata rispettosa dell’impegno profuso fino ad oggi da questa Pro Loco, dall’altro è la naturale conseguenza dell’atteggiamento dell’ex Direttivo, il quale ha scarsamente pubblicizzato l’evento (le locandine affisse ai muri non vengono lette da tutti per non dire da nessuno, anche perché ogni giorno ce ne sono decine per i bar…), in parte alla data della 1^ convocazione –venerdi 21 ottobre  alle ore 13.00- in cui nessuno dei Soci poteva sicuramente partecipare e, magari, indispettiti non hanno partecipato neanche sabato –seconda convocazione-. Se si aggiunge che molte persone approfittano il sabato per sbrigare impegni con la famiglia, non avendo il tempo nel corso della settimana, il risultato è quello di circa 20 Soci all’Assemblea che decide “la vita o la morte della Pro-Loco”.

Ho proposto, cosi, che l’Assemblea respingesse le dimissioni del Presidente -lo Statuto non lo vieta-, il quale rimanendo in carica per altri 20-30 gg stabilisse subito una nuova convocazione tra un mese circa per le elezioni del nuovo Direttivo, dando cosi la possibilità di pubblicizzare meglio l’evento, facendo capire l’importanza, e cercando di arrivare alla nuova seduta con almeno 1/3 dei soci. La mia proposta -nel pieno rispetto dello Statuto dell'Associazione- mi è sembrata esauriente e chiara…peccato che ero in netta minoranza….cosi si è dovuti passare  obbligatoriamente alla nomina del nuovo Direttivo.

Dalle votazioni segrete, il nuovo Direttivo risulta costituito da Claudio Viselli (Presidente), Maria Rossi (Vice-Presidente), Vincenzo Mollica, Remo Maini e Luigi Mancini, dopo che Corradino Vecchierelli, insieme al sottoscritto, entrambi rientrati nel Direttivo, avevamo rinunciato all’incarico.

Fatte queste doverose precisazioni, ritenevo e ritengo naturale la richiesta  di un “ricambio”  avanzata dal Presidente uscente. Infatti se si vuole gestire un calendario di manifestazioni ricco e articolato è sicuramente impegnativo, ed inevitabile, quindi, risulta la richiesta di nuovi innesti che oltretutto possano portare nuove idee e progetti.

La mia proposta, al Presidente uscente, di rimanere in carica per altre due/tre settimane doveva costituire solamente il tempo necessario per cercare di coinvolgere quanti più Soci possibili, cercando di superare la scarsa disponibilità e le situazioni di attrito che nelle occasioni di maggior impegno inevitabilmente sono affiorate. Volevo far capire ai pochi presenti che l’organizzazione di una manifestazione comporta fatica e sacrificio che non possono gravare solamente su pochi Soci, per cui si rendeva necessario estendere la partecipazione ufficiale e non ufficiosa ad un gruppo più numeroso. A mio avviso ciò sarebbe stato più facile farlo prima di procedere al rinnovo del Direttivo.

Fare volontariato all’interno della Pro Loco è sicuramente meritevole di elogio e importante quanto per altre attività, ma ciò sarà possibile solamente con un comportamento corretto delle componenti “politiche” di questa Associazione.

Non dimentichiamo, come disse il Conte Castiglioni, “…il segreto di una Pro Loco è quello di trovare l’anima del proprio paese per offrirla ai suoi abitanti affinché loro stessi possano nutrirsene. E’ di comunione che si stà parlando anche se in termini profani. Che cosa è altro il successo di una Pro Loco, se non l’attimo in cui il paese vive di se stesso  per sé e per gli altri… non c’è nulla da inventare, ma tutto da scoprire, da spolverare, da tradurre, da spiegare, da interpretare e soprattutto da vivere… L’avvenire del paese, al di là delle vicende passeggere, non può prescinderne senza il presente problema di ritrovarsi domani senz’anima ad elemosinare un barlume di gioia altrui”.

                                                                                                                                    10 novembre '05,    Antonio Viselli

 

horizontal rule

Il dopo-voto

                                  Un’elezione con un risultato alla fine netto non elimina le proteste di una parte dell’opposizione che prima in campagna elettorale lanciava accuse ed ora grida "vendetta". Il 12 e il 13 giugno 2004 le urna hanno sentenziato il nuovo sindaco di Strangolagalli: Antonio De Vellis. Maggioranza schiacciante per il neo-eletto primo cittadino, che con il 57% circa dei suffragi, è andato molto in là rispetto alle aspettative dei più ottimisti, polverizzando definitivamente qualsiasi possibilità di un esito diverso della competizione. 24% circa di consensi per Mirko Persichilli e quasi il 19% per Dino Belli. Una parte dei vinti non sembra aver assorbito la sconfitta, né imparato da essa e gridano vendetta dando del “falso” e dell’”imbroglione” a destra e a manca. La cosa più assurda è che tali invettive sono state rivolte anche al sottoscritto, come se avessi tradito la "Patria", se avessi dovuto esprimere il voto per una lista e non per un’altra: chi può essere sicuro del mio voto e di quello di molte altre persone non palesemente dichiarate? Insomma il voto libero e segreto, a dire di questa minuta minoranza, doveva essere pubblico e vincolante…!!!
          Nei commenti post-elettorali si è fatto un gran parlare di persone false e imbroglione, si è sottolineato la sagacia tattica di una corruzione al fine di accaparrarsi i voti e si è sostanzialmente sottaciuto il significato di una campagna elettorale che nonostante le numerose polemiche, ha portato ad un risultato netto, privo di appello.
          C´è un visibile e pericoloso deterioramento del tessuto connettivo della democrazia. Se in campagna elettorale i toni aspri e crudeli, potevano essere in parte, e sottolineo in parte, giustificati, nel dopo voto tali polemiche sono ingiustificabili. Infatti, oltre all´aggressione verbale verso l’elettorato strangolagallese, ci sono la volgarità del linguaggio, la violenza del messaggio, l´uso insopportabile della propria immagine e dei propri meriti (tutti da verificare), il tentativo fino all’ultimo di condizionare gli elettori (onore e merito a chi si è proposto con modestia e ha fatto tesoro della sconfitta). In tempi lontani e non sospetti, ho detto che la miscela dei big politici locali avrebbe prodotto schermaglie tattiche oltre il normale confronto politico. Non sono sorpreso per la recrudescenza. Semmai mi colpisce che ci sia una certa assuefazione a questi toni. E manca, in qualche caso, una reazione adeguata.
          Se questo è l’aspetto più sostanziale, tuttavia c’è un’incongruenza di comportamenti che non è stata risolta né dal dibattito né dagli esiti elettorali. Il problema, infatti, di questo dopo-voto non è soltanto quello di contare i consensi, ma di coglierne il messaggio e significati. Esercizio poco agevole, soprattutto per chi si ostina a capire. Visto il grido di “vendetta”, la nuova maggioranza dovrà abituarsi ad una osservazione speciale…

23 giugno '04,           Antonio Viselli                  
 

horizontal rule

Ultimi giorni della campagna elettorale

                    Ultimi giorni della campagna elettorale a Strangolagalli. I tre candidati a primo cittadino hanno tempo fino alla mezzanotte di domani sera -11 giugno- per convincere gli elettori. Prima del "silenzio elettorale" il clou della campagna elettorale sarà proprio venerdì sera con la presenza contemporanea dei big della politica locale. Uno dopo l'altro, rinnoveranno l’invito a votare la propria lista. Come ormai noto, tre simboli e altrettanti candidati a sindaco fra i quali scegliere (il sottoscritto aveva previsto tre candidati già dal 20/03/04). Degli aspiranti consiglieri, la rosa naturalmente è più ampia e consente di scegliere fra 36 nominativi. Gli strangolagallesi troveranno elencati sulla scheda i tre schieramenti in lizza: la Lista "Progresso e Natura" che propone a sindaco l’avv. Mirko Persichilli; la Lista "per Strangolagalli Antonio De Vellis Sindaco", con Antonio De Vellis capolista; e infine la Lista "Paese Nuovo" che propone a sindaco il geom. Dino Belli.
                    Neanche di fronte a qualche serata invernale, che il mese di maggio ci ha riservato, i candidati hanno rinunciato a fare campagna elettorale. La maggior parte di loro preoccupati solo di mettere in mostra la propria faccia, i propri meriti nonchè le proprie aspirazioni personali, piuttosto che i programmi, il rispetto reciproco e, per qualcuno, più di uno sicuramente,
i passati camaleontismi amministrativi. I partiti non riscuotono più la fiducia degli elettori ed allora hanno dato il via a piccoli incontri, visite private, cene, aperitivi e magari feste con mangiafuoco per far sapere che, schieramenti a parte, la persona fisica merita fiducia. Tutti pronti a sporgere querela, qualora si esagerasse nelle accuse personali, o ad invocare la par condicio se solo c'è il sospetto che si voglia metterli in discussione.
                    Avere un numero considerevole di persone agli incontri con gli elettori non sempre rappresenta un segno di sicuro sostenimento della propria lista, può essere anche una mera illusione. “Le proiezioni locali” –obbiettivamente non le ritengo attendibili- ci dicono che la vittoria sarà sul filo di lana e la differenza la faranno quelli che, in base all’umore, solamente il 12 o il 13 decideranno chi votare. Gli strangolagallesi, in realtà hanno deciso già da un pezzo chi votare, sicuramente sin dalla presentazione ufficiale delle tre liste. Penso che se si dovesse votare in base all'umore, questo fine settimana, pochi andrebbero alle urna e molti al mare!!!
                    Ho sperato fino ad oggi di essere smentito circa i presupposti che già si respiravano nel mese di gennaio. Presupposti che lasciavano presagire una polemica politica/personale ben oltre le normali schermaglie da campagna elettorale. Ho sperato in una campagna elettorale incentrata esclusivamente sui programmi e non condizionata e dominata, oltre che personalizzata, da ripetuti attacchi personali tra i rivali politici. Oggi mi sarebbe piaciuto dire: "mi sono sbagliato". Non sono fra quelli che hanno gridato vendetta o amnistia, ma sono fra quelli che, avendo seriamente seguito la campagna elettorale, vuole che si faccia seriamente la critica delle responsabilità degli errori complessivi, non solo dei singoli, ma anche del gruppo, e non mi riferisco solo alla trascorsa legislatura, ma soprattutto al comportamento tenuto in quest'ultimo mese. Non sono serviti i trenta giorni di campagna elettorale per invertire un “trend” che si sapeva non positivo, non possono bastare questi ultimi due giorni per correre ai ripari… e recuperare terreno e/o voti!
                    Sicuro di interpretare la volontà della maggioranza degli elettori, non è mia intenzione lanciare “anatemi” ad alcuno, ma al contrario mi auguro che la lista vincente sia rappresentativa delle nostre istanze, del nostro pensare, del nostro agire, ovvero quasi tutto il contrario di ciò che è stato fatto in questa campagna elettorale. Ed allora è ora di farla finita, di stare tutti zitti! La campagna elettorale si chiuderà alle 24 di venerdi 11 giugno -domani sera-. Da sabato, quindi, la parola passerà alle urna. In bocca al lupo a tutti i candidati

                                                                                                                                                10 giugno '04,       Antonio Viselli
 

 

horizontal rule

Elezioni più vicine

                               Sembra proprio che gli elettori strangolagallesi debbano scoprire solo ai primi di maggio quali saranno i candidati alla carica di sindaco. Soprattutto i leaders della politica locale ancora non hanno scoperto le carte nei confronti del loro elettorato e questo perché aumentano a Strangolagalli i possibili candidati a sindaco. L’annuncio del ritiro dalla corsa di primo cittadino del sindaco in carica Franco Testa (vero o provocatorio che sia!?!), ha, di fatto, prodotto nuovi interrogativi non solo all’interno dell’attuale Amministrazione, ma anche nello/negli schieramento/i di opposizione. Ciò ha portato alla nascita di nuovi voci ed indiscrezioni che indicherebbero più di un candidato disposto a scendere in campo come aspirante primo cittadino, alimentando cosi maggiormente il valzer delle candidature. Molti in paese sostengono che, memori di antichi e attuali dissapori, però, tra i pluri candidati a sindaco e la scarsa propensione degli stessi alla subordinazione politica, difficilmente potrà intraprendersi un percorso elettorale comune con due soli schieramenti (salvo smentite). Il quadro, comunque, resta di difficile interpretazione e l'impressione maggiore  è che alcune frange non concordino sulla candidatura a sindaco e temporeggino in attesa di studiare meglio lo schieramento avversario. Per avere dati certi bisogna aspettare il termine ultimo per la presentazione delle liste elettorali, ma sembra raccogliere sempre più conferme l'ipotesi che il cittadino strangolagallese dovrà scegliere il prossimo sindaco tra una rosa di tre candidati.

                               Per quanto riguarda l'entourage del sindaco uscente (!?!), non appare chiaro su chi alla fine cadrà la scelta del possibile candidato a primo cittadino. Se non si dovesse riuscire a trovare una persona dotata dei requisiti di professionalità in grado di dare credibilità e prestigio ad una candidatura, la scelta, allora, potrebbe cadere su uno dei attuali assessori, i quali sembrano come quei giocatori che si scaldano al bordo del campo in attesa che il loro allenatore, verificata l'indisponibilità delle prime linee, gli dia la possibilità di giocare uno stralcio di partita. Ma a rimetterci veramente da tutto questo teatrino della politica è la cittadinanza che ha voglia di parlare di programmi e di trovare interlocutori istituzionali validi che possano risolvere i problemi che attanagliano la piccola comunità strangolagallese. Insomma, le grandi manovre in vista del rinnovo del Consiglio Comunale e delle indicazioni alla carica di sindaco, sono in pieno regime. La molteplicità di leader locali interessati, in grado di influire sulla prossima campagna elettorale, assume una rilevanza particolare, incentivando le schermaglie tattiche tra i big della politica locale, al fine di pervenire ad un improbabile compromesso che proponga solamente due schiramenti. In questa continua querelle politica non manca la tormentata candidatura a sindaco di chi (!?!) è sempre al centro di un valzer che lo vede un giorno candidato sindaco in pectore, il giorno dopo grande escluso della partita elettorale di Strangolagalli.

                                Come ha scritto il Comitato Maldciocca : Mò ca saù ca Franch’ è cuòtt’ / Già s’èu tutt’ avv’lnat’ / I fàu tutt’ sott’ sott’ / P’ truà gl’ cand’ dat’  e già, perché bisogna dire che “Maldciocca è rmnùt’ / P’ f’ni d’ raccuntà / I p’ dicia a crud’ a crud’ / Natr’ ccò d’ ur’tà”. Ma raccontare cosa? E raccontato da chi? In una terza lettera, di qualche settimana fà, il Presidente del Comitato Malditesta, sempre in rima strangolagallese, ha riproposto attacchi personali all'attuale sindaco Testa. Molti cittadini si aspettavano che il Comitato assumesse una posizione finalmente chiara e netta (soprattutto sulla propria identità) e magari anche una corrispondente traduzione in italiano della lettera in dialetto strangolagallese (come auspicato dall'amico Enzo Cinelli), invece, l’unico segno di riconoscimento che il fantomatico comitato è stato capace di produrre costantemente nelle tre invettive è stata la sigla con la quale si è firmato (non la riporto per educazione e anche perché è già stata data troppa risonanza a queste barzellette a puntate). Come elettore sono contrariato da questo atteggiamento: con questo successivo attacco diretto al primo cittadino, "maldciocca" spera evidentemente di lucrare un vantaggio politico, ma, personalmente, ritengo si tratti di un calcolo miope ed irresponsabile, che rivela una mentalità ottusa nell'approccio ai problemi del paese e nell'aspirazione di amministrarlo. In quest'occasione non posso che ribadire e denunciare la assoluta inadeguatezza di simili iniziative regresse ed amorali, che non possono che indignare gli strangolagallesi; inoltre mi permetto di aggiungere (si faccia avanti chi la pensa diversamente) che se Voi Comitato "maldciocca" ulèt’ natra p’rsona” per la campagna ‘lettoràl’ , noi a Strangolagalli facciamo volentieri a meno di gente come Voi che non hanno rispetto per i cittadini (compreso il sottoscritto) che correttamente ed educatamente vanno  “ ‘gl giorn’ agl’ m’ rcàt”, luogo da Voi denigrato e disprezzato, dove " t' càp' chi t' pàr' ... un' scapàt'...leggia i scriua già ciabbàsta".  Mi domando con angoscia se siamo ancora in tempo a curare la grave malattia (maldciocca) degenerativa che assilla questo Comitato, se in Esso ci siano prospettive positive, nonchè persone serie ed oneste, consapevoli ed impegnate, se ci sia ancora spazio per la vergogna e l'assunzione di responsabilità, per la cultura della legalità ed il senso dell’interesse comune.

                                                                                                                                                     20 Marzo '04,       Antonio Viselli

horizontal rule

Dialettica  di basso profilo ...!

           Ancora nulla di ufficiale dagli ambienti politici strangolagallesi sulla formazione delle liste per le prossime amministrative, ma le voci si rincorrono tra conferme e smentite, spunta qualche nome, accreditato o probabile, autorizzando così l'opinione pubblica a qualche commento e previsione. Intanto, questi giorni, è circolata in paese un’altra lettera del fantomatico Comitato Malditesta. Tale documento, intitolato gl’ sindch’, tendente a screditare e delegittimare ancora una volta la persona dell’attuale sindaco, non è riconducibile a persona fisica o giuridica (almeno ufficialmente...!?!). Ciò risulta un meschino e inqualificabile comportamento di nascondersi dietro una sigla …!!! Preme sottolineare che "anonimi" di questo tenore, tesi ad alimentare diaspore politiche di vario genere, troveranno sempre compatti i cittadini strangolagallesi a distaccarsi e distinguersi da simili e vili autori.  In democrazia, nessuno può sicuramente impedire le legittime proteste, ne' soffocare un progetto politico quale è un movimento d'opinione o riformatore, ma se il nostro misterioso “Comitato” intendesse essere più reale e disponibile, forse raccoglierebbe più consensi: a chi spedire un eventuale replica o consenso sull’argomento? Voglio precisare che a me piace discutere, come alla stragrande maggioranza degli strangolagallesi (in questo periodo in piazza e nei bar non si parla di altro), e, se opportuno, anche polemizzare, ma sempre con intenti costruttivi e con rispetto di chi ha posizioni diverse dalle nostre. Condannando fermamente i metodi aggressivi e le espressioni insultanti che, come sempre è accaduto, indeboliscono non rafforzano una protesta, la lettera in rima strangolagallese inviata a numerosi concittadini, altro non risulta che un’oscenità e ostentazione sguaiata, irriverente ed inutile, biasimata, condannata preventivamente e trasformata in un pretesto per esternazioni e schermaglie personali. Penso che dobbiamo essere preoccupati di questo imbarbarimento della competizione elettorale, se colui che vuole proporsi debba ricorrere al linguaggio della satira (se di satira si può parlare), un linguaggio volutamente iperbolico e provocatorio.  Il bello della satira è sempre stato quello di essere una specie di porto franco perché la satira politica è esistita in ogni tempo come allusione, provocazione, insinuazione e non come offesa. E' evidente, a questo punto, che giudici della censura o del consenso saremo noi strangolagallesi. Rispetto a questo tipo di "dialettica" di basso profilo, c'è da augurarsi che nella prossima campagna elettorale le forze politiche locali volino un po' più in alto; il che significa rinunciare ai metodi sterili di cui fà sfoggio in grande stile buona parte della classe politica locale, non dimentichiamo come anche nella passata campagna elettorale ci furono colpi bassi: critiche distruttive, insinuazioni, demonizzazioni del "nemico" nel segno del peggior machiavellismo. Sono convinto che oggi, dopo queste vergognose pagine del "Comitato Malditesta" e i recenti camaleontismi amministrativi degni del paese di Pulcinella, l'unico modo per conquistarsi sul campo il rispetto degli strangolagallesi, amareggiati dai giochi di convenienza, e soprattutto la fiducia dei giovani che hanno bisogno di esempi e di ideali, sia quello di coniugare l'etica con la politica che, nella sua accezione etimologica e nobile, non è nient'altro che un servizio alla popolazione. Il che presuppone l'esercizio della trasparenza e della correttezza e la rinuncia ai personalismi.

                                                                                                                                                           1 febbraio 04,          Antonio Viselli

horizontal rule

Natale con il  "mal-di-testa"

               Nel periodo natalizio, ho avuto modo di conoscere per caso ed indirettamente il virus influenzale che si aggira nel paese di Strangolagalli.  Le epidemie del virus si verificano pressoché ogni anno in un periodo che va, all'incirca, dal mese di novembre ai mesi di gennaio - febbraio (questo di virus penso duri fino a giugno). La presentazione clinica dell’influenza è abbastanza classica, ma è simile a quella di altre patologie: febbre, malessere generale, tosse, raffreddore, dolori muscolari ed articolari e "mal-di-testa". Alcuni strangolagallesi colpiti dal virus e affetti da mal-di-testa, senza il coraggio di esporsi pubblicamente, hanno pensato bene di alimentare e provocare i cittadini facendo recapitare ad alcuni di loro (perché solo ad alcuni.... in base a quale criterio sono stati scelti i destinatari.... se ci si vuole proporre alla guida della nuova Amministrazione, non sarebbe lecito rendere partecipe delle proprie iniziative tutti i cittadini?) a mezzo posta una lettera contenente dei suggerimenti/consigli per il futuro Sindaco di Strangolagalli e al tempo stesso  screditando sul piano strettamente personale quello attuale. Preciso che il sottoscritto non ha ricevuto la missiva. Una persona, che per caso mi ha fatto conoscere il contenuto della lettera, scherzosamente ha osservato: "... a te non l'hanno mandata, perché non conti nulla!" Deduco simpaticamente che quel "conti nulla" è riferito alla prossima campagna elettorale, inoltre, deduco per analogia che tutti i cittadini che come me non hanno ricevuto tale lettera, non conteranno nulla a giugno quando si dovrà votare.... chissà se al tempo delle votazioni il mal di testa sarà passato e gli stessi autori verranno a chiedermi il voto!?!

               Penso di dire quello che pensano i più, la gran parte degli strangolagallesi, almeno a sentire le discussioni in piazza e nei bar che personalmente ho avuto modo di raccogliere. Serenamente, senza che nessuno si senta provocato, con tutto il rispetto per l’autore e/o autori, ma bisogna pur dire che l’iniziativa del documento anonimo è stato vergognoso e intollerabile. La fiducia della gente si conquista con i fatti e non con le parole, con coerenza, parsimonia, oculatezza, chiarezza e trasparenza, non certamente screditando sul piano strettamente personale l'avversario politico. E poi per di più facendolo in modo anonimo…. E’ questo il rispetto dei valori delle persone? Chiunque prima di essere condannato ha diritto ad un processo! E il giudice sarà l'elettorato, gli strangolagallesi. Lasciamo, allora, in disparte le questioni personali e facciamo in modo che la gente possa giudicare e votare su cose concrete. Le offese gratuite poi, non pagano in termini di consensi, per cui certi atteggiamenti, strettamente personali dell'attuale Sindaco, possono anche non essere condivisi, ma la lotta delle idee e dei programmi non deve confondersi per lo più nella lotta delle persone; se nella realtà sociale strangolagallese si scorge spesso molto opportunismo, arroganza, offese personali e sete di amministrare, la risposta non può che essere una condanna. Non serve nascondersi dietro un documento-anonimo, perché non è questo il modo di proporsi in politica, né di accaparrarsi il consenso dei cittadini.   Tralascio volutamente altre facili polemiche e scontate critiche sull’iniziativa “malditesta”, indiscussa contraddizione che sostanzia l'essenza stessa di aspiranti amministratori, che cosi facendo, si atteggiano solamente ad attori di provocazioni estreme che invece di raffreddare incendiano l’imminente campagna elettorale. Persone insoddisfatte ci sono sempre state e sempre ci saranno prima, durante e dopo un’Amministrazione, come ci saranno sempre persone che promulgheranno e alimenteranno polemiche con colorite e talvolta eccessive, offensive e contraddittorie osservazioni/repliche. Non serve fare dell'ostruzionismo, come non serve riscaldare il clima elettorale….. Consentitemi di dire che l’atteggiamento deve cambiare, l’atteggiamento di chi vuole proporsi, perché non sempre si ha la verità in tasca e qualche volta l'umiltà di confrontarsi può aiutare. Come tutti i cittadini strangolagallesi, sarò chiamato nella primavera ad eleggere il nuovo sindaco, spero quindi, di poter assistere ad una contesa elettorale in cui ci siano "rispetto reciproco" e "legittimazione democratica". Bisogna avere ben chiaro che non c'è un usurpatore da cacciare e non c'è un potere da conquistare. Ci sono e ci saranno opinioni e orientamenti politici diversi, ma deve unire la preoccupazione comune per i problemi di Strangolagalli.

               Spero quindi che la prossima campagna elettorale sarà limitata a un discorso incentrato sul programma, perché sarebbe di dubbio gusto personalizzare i vari interventi con attacchi personali al rivale o rivali politici. Cosa resterebbe, infatti, alla fine di una campagna elettorale sgarbata, che abbia visto i contendenti scendere sul terreno delle offese personali e mettere in dubbio la legittimità degli avversari ad amministrare? Per gli interessi del paese e per una maggiore chiarezza nei confronti dei prossimi elettori-strangolagallesi, spero che ci sia un rispetto reciproco... ma un rispetto vero tra aspiranti sindaci prima, maggioranza e opposizione dopo, in ogni fase e in ogni aspetto della vita politica. Per cui mi aspetto, anche se le premesse già dimostrano il contrario, una campagna elettorale basata sul confronto chiaro, sulla spiegazione dei programmi, perché gli elettori devono essere messi in condizione di conoscere per decidere. Le forze politiche non devono dimenticare mai che "quel che ci unisce è sempre più di quel che ci divide" e questo resta vero anche nel clamore di una battaglia elettorale di un piccolo centro come Strangolagalli. I presupposti che si stanno vedendo lasciano presagire che la polemica politica andrà ben oltre le normali schermaglie da campagna elettorale: spero di essere smentito.

                                                                                                                                        2 gennaio 04,       Antonio Viselli

horizontal rule